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MotoGP, Pedrosa e Bradl portano avanti lo sviluppo Honda. Stoner assente

La Honda possiede ancora il vantaggio tecnico mostrato durante tutto il mondiale 2011? E’ questo il quesito che per ora tiene banco dentro il box campione del mondo in carica. La Yamaha ha subito mostrato i muscoli, riuscendo a precedere tutte le Rc213V presenti in pista. Il distacco comunque dal più veloci è di soli quattro decimi, un inezia considerando che Pedrosa ha girato: “…senza guardare quello che facevano gli altri. Sono rimasto concentrato solo su me stesso.  L’importante oggi non era spingere al massimo, ma ritrovare gli automatismi e la confidenza della guida dopo la pausa invernale. All’inizio ero un po’ rigido, ma col passare del tempo ho ritrovato il ritmo e domani penso che sarà meglio”. Certamente lo spagnolo della HRC non ha cercato la prestazione pure, rinviando la sfida con il cronometro alle prossime due giornate di lavoro: “Domani incomincerò a provare nuove regolazioni e passo dopo passo cercherò di risolvere tutti i problemi” Tra cui quello strano chattering presente “..in alcune curve e in altre no. Anche la sua intensità varia, dobbiamo cercare di capire il perché

 Chi invece ha dovuto rinunciare a malincuore al day-track è stato Casey Stoner. L’australiano ha avuto un problema alla schiena durante la fase di riscaldamento, rimanendo pressoché bloccato nei movimenti: “Non potevo muovermi né fare qualsiasi altra cosa e ho dovuto chiamare qualcuno per aiutarmi. Dopo pranzo mi sono sottoposto ad una sessione di fisioterapia, ma avevo ancora molto dolore” Per non peggiorare la situazione quindi Casey ha preferito rinviare tutto di un giorno, contando che: “Abbiamo ancora due giorni di test su una pista che conosciamo bene. Dobbiamo provare alcune parti nuove per dare un feedback a HRC e, sperando di stare meglio con la schiena, potremmo riprendere il lavoro come da programma” 
 
 

Oltre agli ufficiali però, questa prima giornata a Sepang ha visto il debutto del campione del mondo Moto2 Stefan Bradl sulla RC213V. A Valencia infatti il tedesco aveva provato la 800, convincendo Cecchinello e gli uomini della casa dell’ala a puntare su di lui. 44 giri compiuti ed un best-time in 2’03?668, sufficiente per avere positive impressioni ed emozioni: “Dopo pochi giri ero veramente impressionato dalla potenza di questa moto ma non è stato particolarmente stancante per me visto che nella pausa invernale mi sono allenato molto. Ci siamo concentrati maggiormente sulla mia posizione di guida sistemando la sella, le pedane, il manubrio e così via. Nel pomeriggio abbiamo lavorato intensamente e con quella dura ho segnato il mio tempo migliore. Posso dire che è stato una giornata produttiva per tutti: adesso devo controllare i dati e stabilire le modifiche per la giornata di domani” E forse già lì potremo scoprire il reale potenziale del colosso nipponico.

Fonti: GPone

Riccardo Cangini

 

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