Come si scrive un annuncio per vendere la moto

apr 17, 13 Come si scrive un annuncio per vendere la moto

Quanti di noi ad un certo punto si sono dovuti separare dalla bene amata, siamo stati li a pensare come presentarla, per ben figurare dopo anni di servizio valoroso … ebbene allora ecco che uno dei nostri lettori che non nomino ( NDR.  SAMBA46 ) ci segnala questo bellissimo ispirato annuncio apparso su di una sito di vendita moto usate ….  vale veramente la pena di tenerlo presente quando ci si vuole separare dalla propria moto …

TT 600 R

Non andate a cercarla nel sito di vendita … é stata venduta subito !!!!!!

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Misano 1991: Cadalora contro Bradl

gen 09, 13 Misano 1991: Cadalora contro Bradl

cadalora honda 250Girovagando per la rete si trova sempre un sacco di roba interessante, e grazie all’amico Fabio Avossa mi sono ritrovato a rivedere uno spezzone del Gran Premio di San Marino del 1991 corso a Misano. Robe da capogiro.

Vediamo la situazione: nel 91 la classe 250 è dominata dalla Honda, che a fine campionato piazza 5 moto nei primi 5 posti in classifica generale. Il campionato è giocato fondamentalmente da due piloti: il nostro Luca Cadalora e il tedesco Helmuth Bradl. Si, il papà di Stefan, attuale pilota Honda in MotoGP.

L’italiano però è davvero troppo forte in sella alla sua Honda Rothmans: talento cristallino, Cadalora vincerà ben otto gare su 15 incalendario in quella stagione, contro le cinque vittorie di Bradl. Solo ad Assen e in Francia al Paul Ricard non vincono, lasciando il posto rispettivamente a Chili e Reggiani.

A Misano si consuma una lotta pesantissima, con l’arrivo al traguardo ai limiti di ogni buonsenso: dire che Cadalora e Bradl arrivano appaiati è riduttivo, arrivano proprio uno appoggiato all’altro. Un finale incredibile, chissà cosa ne penserebbero i giovani piloti di oggi che vogliono regolamentare i sorpassi…. Godetevi questo breve video….

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Valencia 2006: Bayliss, l’eroe dei due mondi

gen 03, 13 Valencia 2006: Bayliss, l’eroe dei due mondi

2013-01-02_155746Sembrano passati decenni visto quanto è cambiato il mondo della MotoGP, invece il 2006 non è poi così lontano. siamo all’ultima gara del mondiale di quell’anno, a Valencia: Valentino Rossi e Nicky Hayden si giocano il titolo mondiale, col pesarese primo in classifica e col titolo tra le mani.

In quest’ultima gara che consacrò Hayden Campione del Mondo e vide fallire l’italiano, accadde una cosa che in pochi avrebbero immaginato. In sella alla Ducati D16, come premio per il titolo SBK, ci sale Troy Bayliss in sostituzione di Sete Gibernau.

Per l’australiano dovrebbe essere più che altro una sgambata, una cosa presa non troppo sul serio; Troy chiede alla Ducati di poter lavorare con la sua squadra SBK e viene accontentato. Non sanno che si stanno preparando a scrivere una della pagine leggendarie della MotoGP.

Le aspettative sono basse: Troy non conosce la moto visto che ha guidato tutto l’anno una SBK profondamente diversa dalla MotoGP. Inoltre la sua ultima esperienza nei GP fu l’anno precedente con la honda RC211V di Sito Pons, anno tremendo segnato da un infortunio serio al polso destro e da una moto alla quale Bayliss non si è mai adattato.

L’australiano quindi si è trovato con le gomme Bridgestone mai provate, una moto che conosceva pochissimo, ma con tanta voglia di rivincita.

Bayliss conquista la prima fila, parte dietro a Rossi: allo start l’australiano ha un ottimo spunto, arriva per primo alla staccata dopo la partenza e non mollerà più la testa della corsa. Troy entra nella leggenda, nessun pilota della SBK “moderna” era arrivato in MotoGP per mettersi dietro a tutti.

Nel frattempo Rossi scivola e dice addio al titolo, che conquisterà Hayden, unico pilota della RC211V ad aver vinto il mondiale proprio insieme a Valentino.

Due sono le frasi che Troy ha pronunciato in quel week end che mi hanno particolarmente colpito. La prima, rispodendo ad un giornalista che gli chiese come avesse fatto ad adattarsi alle gomme Bridgestone. Bayliss rispose “Sono tonde, sono nere….sono solo gomme!!”

La seconda, in riferimento ad un ritorno in MotoGP: “No, non voglio tornare in MotoGP. L’unica cosa positiva di questi anni nei GP è il mio conto in banca.”

Riviviamo quei momenti….

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The Go Show: l’ultima vittoria Bimota in Superbike

dic 29, 12 The Go Show: l’ultima vittoria Bimota in Superbike

bimota-sb8k-gobert-08Continua la nostra carrellata di alcuni dei momenti memorabili del motociclismo. Ora ci troviamo nell’ormai lontano 2000, in Australia, seconda tappa del Mondiale Superbike. La casa italiana Bimota fa esordire nel mondiale la splendida SB8R e si affida ad un pilota talentuoso ma completamente incontrollabile: Anthony Gobert.

L’australiano era un talento incredibile, uno che avrebbe potuto vincere moltissimo ma era assolutamente fuori di testa. Prima del 2000 venne già sospeso due volte per doping (primo caso nella storia del motociclismo), beveva moltissimo e si divertiva in festini che andavano ben oltre l’alba.

E’ stato licenziato da team blasonatissimi, cacciato a calci da campionati Mondiali, squalificato dalla Federazione Internazionale: insomma, uno veramente fuori di testa.

Nel 2000 la Bimota lo cerca e lui, nella sua Australia, non delude: in una gara dalle condizioni pessime, Gobert fa partire quello che gli anglofoni battezzarono “The Go Show”, ovvero una gara sul filo di lana sempre al limite e a volte anche oltre il limite.

Gobert riporta alla vittoria la Bimota a undici anni di distanza dall’ultimo trionfo della casa ottenuto con Giancarlo Falappa. Non ho trovato il video della gara in questione, ma una clip con il meglio dell’australiano si….ed è da non perdere….

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Eccesso di zelo o … droga ?

gen 29, 12 Eccesso di zelo o … droga  ?

Vi sembrerà  una storia un tantino strana ma è successa veramente ad un carissimo amico motociclista,  del quale purtroppo ho perso le tracce,  per la storia lo chiamerò  FV, iniziali del suo nome. Il fattaccio avviene dalle parti di Cologno Monzese parecchi anni fa.

Devo fare una premessa per inquadrare bene il personaggio, fotografo sportivo professionista amava follemente la sua BMW  tanto da portarsela in camera da letto, come qualcuno che tutti noi conosciamo molto bene che scrive anche  articoli divertentissimi, è per questo che mi è ritornata alla memoria questa storia.

FV non solo portava la BMW in camera  da letto  ma le parlava e mi ha giurato che una volta a modo suo la BMW gli aveva risposto.    Di meccanica e di motori non ne capiva molto, anzi veramente poco, comunque quando la BMW veniva estromessa dalla camera da letto e ri-parcheggiata nel garage,  se la coccolava con un eccesso di  straccetti, pelle di camoscio, polish  e qualsiasi altro materiale reperibile, per tenerla sempre impeccabile luccicante e bellissima ai suoi occhi innamorati.

Un bel pomeriggio di fine maggio con la porta del  garage aperta e con il sole pomeridiano che scaldava l’ ambiente  FV decide che è arrivato il momento di oliare i punti strategici, quindi si arma di siringa con tanto di ago la riempie di un bel olio sul giallo chiaro e con amore e cura inietta gocce qui e la dove secondo a lui sarebbe servito. Soddisfatto del lavoro si siede per terra con le spalle appoggiate allo stipite della porta del garage a contemplare la sua belissima BMW … si addormenta !  Le braccia calate lungo i fianchi la siringa posata dolcemente per terra vicino alla mano sinistra la testa ciondoloni sul petto.

Lo sveglia la polizia  prontamente avvisata dall’ambulanza che stava arrivando … una gentile signora,  che passeggiava con il cagnolino alla vista della scena  era corsa a casa e avvisato il pronto soccorso che c’era un drogato sicuramente morto per overdose davanti alla porta del garage in via tale dei tali …  ovviamente al pronto soccorso era stata avvisata la polizia che era arrivata prima dell’ambulanza …  qui finisce la storia, il seguito non ve lo so dire perchè  FV  non ce lo ha mai voluto far sapere , quindi ognuno di voi si immagini  quello che vuole.

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Il mio giro di Assen

set 09, 11 Il mio giro di Assen

Dopo tanti anni dal mio “giro terrificante del Mugello“  con un pò di artrosi, dovuta all’età , ma con lo stimolo degli amici olandesi pazzi, eccomi qui a raccontarvi il giro”sparato”  di Assen,   si perchè bisogna avere qualche rotella fuori dal cervello per salire sulla Suzuki GSX-R , con tanto di slick racing a farsi una tirata. La storia finirebbe qui se non che quel disgraziato di Jan aveva messo la video camera ben piazzata per la ripresa dei giri fatti da lui, senza dirmi nulla l’ha  tenuta accesa e stava filmando  anche quando sono uscito io dai box sulla sua Suzuki, che è  pure una bella bestia, ben tappata di cavalli. Sucessivamente il maledetto mi ha mandato per e-mail il filmato  che ovviamente vi propongo scusate la qualità  ma spero che si veda comunque in modo decente.

Giro di pista – Video

Parto dal box per un giro sul veloce, visto che in pista c’erano solo pochi che giravano in quel momento e sopratutto  piloti da “strapazzo” o meglio sul turistico da weekend, quindi non lasciatevi trarre in inganno dai sorpassi che vedrete,  mi potevo permettere dei numeri alla Jorge Lorenzo ( altrimenti detto : Por-fuera ) , mi ficco subito dentro alla prima curva staccando a circa 290 km/h, ve l’ho detto che la Suzuki spinge molto, la mitica “Haarbocht” scalando la faccio in terza, tengo sotto accelerazione la Suzuki in uscita per infilarmi nella successiva “Madijk” che faccio in leggera accelerazione, mentre quegli svitati della MotoGP ci si ficcano dentro in pieno, freno un attimino prima di impostare la “Ossebroeken” anche perchè ho un pilota da turismo “campagnesco” davanti , quindi devo farmi tutta questa bella curvona a destra all’esterno, ve lo avevo promesso : por-fuera !

Uscendo dal curvone freno leggeremente e piego per impostare la “Strubben” (4)  ho anche scalato una marcia , questa è la curvaccia dove Sic a steso Lorenzo quest’anno al primo giro.

Uscendo con una marcia bassa bisogna anche dare un bel pò di gas per prendere subito velocità ed infatti la Suzuki mi si alza davanti , i maligni dicono che l’ho fatto apposta perchè avevo passato il vacanziero domenicale che si dilettave di pieghe verticali … l’alzatina serviva per intimorirlo più di quello che era già per conto suo dopo il sorpasso all’esterno !!!

Prendo velocità  sul dritto “Veenslang”, non è così  lungo come era prima delle modifiche della pista avvenute dopo il GP del  2006, praticamente un mesetto prima di quando sono andato a girarci, infatti mancano ancora delle tribune che sono in costruzione, la versione precedente era un gran bel rettilineo lunghetto, questo lo si fa tirando la quinta e dipende dalla rapportatura della moto mgari si riesce anche a mettere la sesta,  dalla quinta alla fine bisogna scalare due marce e fare la curva in terza, la  “Ruskenhoek” destra-sinistra (5 e 6) , poi aumento la velocità  in uscita raggiungendo la “Stekkenwal” curva (7)  molto strana perchè  dai e ridai la si può  sempre fare ogni  volta più  forte della precedente, non sono ancora riuscito a capire quale sia la mia velocità massima con cui la posso fare. Va be ve l’ho detto età !!!

Arrivo alla “Bult” (8) bella staccata entro in terza, questo se non  si frena troppo se no la si fa in seconda dpende dalla cpacità di tenuta della moto che avete, questa Suzuki ha un ottimo telaio, terza e via,  “Mandeveen/Duikersloot”  (9 e 10) curva antipatica perchè è l’unica che non ha un pò di inclinazione essendo abbastanza piatta, tutti a dire state attenti, state attenti perchè si va facilmente in highside, altra curva che richiede un ottimo telaio. Esco in terza ed accelero verso la “Meeuwemeer” (11) che ci va un tantino di coraggio perchè va fatta in tiro accelerando arrivandoci in quarta, poi si inizia a piegare sempre accelerando e ancora meglio se si anticipa la piega a metà curva si mette la quinta per avventarsi letterlamente nella velocissima “S” della “Hoge Heide” ( 12 e 13) che quelli che hanno le p….  fanno in pieno … io no, la tengo solo sotto accelerazione con un cambio di direzione fluido e pulito, mi va già benissimo così.

Eccola la mitica “Ramshoek” (14)  forse la più bella curva del mondo,  velocissima , fisca ed assoutamente ceca, va presa sotto accelerazione con un movimento molto dolce e pulito accompagnado la Suzuki giù a sinistra con il peso del corpo fino a toccare l’asfalto con il ginocchio sempre accelerando ed uscendo con il gas tutto aperto, a parte che nel filmato lo vedrete  ci trovo prorprio in mezzo, quasi all’apice,  uno che sta guidando come se fosse in centro strada a Via del Corso a Roma, ma si vede che lo avevano terrorizzato per benino prima di farlo andare fuori in pista,….. e qui apro una parentesi perchè io quella curva so quanto sia fisica e difficile ma c’è un solo pilota al mondo che in uscita gira la testa per vedere come sono posizionati quelli che lo seguono, in pratica di quanto li ha mollati indietro… Valentino Rossi, non ho mai visto nessun altro farlo in dieci anni e più che vado a vedere i GP ad Assen,  come faccia non lo so, so solo che esce come una bomba, fluidissimo e gira la testa azzzzz. Lo faceva con le 500 lo faceva con le 1000 lo faceva con la M1 800 con la Desmo 800 non lo so perchè non ero lì a vederlo quest’anno, stavo sulla tribuna della “Bocht” (1).

Lo fa perchè poi decide che staccata e che traiettoria prendere per l’ultima chicane la “GT bocht” (15) ma meglio nota come la “Timmerman” dal nome della tribuna. timmerman significa falegname in olandese, non so mica perchè si chiamo così quella tribuna , magari 80 anni fa era di legno :D :D :D questa chicane  qui ad Assen è famosissima perchè tanti piloti si sono giocati la vittoria, un esempio Hayden contro Colin Assen 2006 (ancora vecchio circuito).

L’uscita velocissima dalla “Ramshoek” comporta una gran bella staccata e si scala fino in seconda per entrare ed uscire dalla ”GT bocht” . Fine del giro.

Adesso Smeriglio abbia pietà delle  sbavature e qualche indecisione in piega  che ho fatto qui e là. Ma almeno non mi ha superato nessuno, se no era da suicidio immediato,  visto la fauna che gironzolava in pista, almeno lasciatemi questa soddisfazione.

Suzuki GSX-R tipo quella che ho avuto il piacere di provare

 

 

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Brno raccontata da me

ago 21, 11 Brno raccontata da me

Vi rendo un pochino partecipi delle mie mirabolanti avventure in Repubblica Ceca, ospite a scrocco di un paio di amici nel paddock. Per arrivare in autodromo è stata un’avventura: partenza da Jesolo dove mi trovavo in vacanza sabato mattina ore 05:00, 10 ore interminabili di viaggio con il navigatore che dava i numeri e che mi ha fatto fare un viaggio tremendo su alcune vie stranissime e pure sbagliate.

Quando mi resi conto che la tecnologia era ormai arrivata alla frutta, in un raptus omicida spensi tutto e mi comprai la buona vecchia cartina geografica. Grazie alla fantastica tecnologia cartacea raggiungo quindi l’autodromo e l’albergo (dopo altro acquisto di cartina della città di Brno).

Entro tutto tranquillo nel paddock per andare a trovare gli amici nell’hospitality e mi godo la cena in compagnia parlando di corse, di TT, delle nuove categorie che fanno rabbrividire i meccanici della vecchia scuola e ovviamente della fauna del posto.

Nel mio girovagare a vuoto mi rendo conto di una cosa: le corse, a differenza di quanto la TV faccia credere, sono uguali da tutte le parti. Il paddock della MotoGP a Brno (escluso la zona riservata solo ed esclusivamente alla MotoGP, una roba davvero ridicola e penosa con tutte le Hospitality enormi e semivuote alla faccia del risparmio) è uguale ad un qualsiasi paddock durante il mondiale SBK o addirittura del CIV. I camion degli ufficiali lungo i box (a Brno a parte Aspar, Bradl, Iannone e Marquez erano tutti praticamente MotoGP) e gli altri a dividersi gli spazi con tendoni e gazebi che usavo io!

Un tendone, altro che sfavillanti box! Alla vecchia maniera!

Girando qua e la rompo le scatole a tutti: gommisti, piloti, tecnici, passanti. Però, se all’inizio tutti mi davano del rompipalle cronico o il solito mototurista in cerca di illuminazioni su come potrei usare io certi elementi che usano in GP, dopo un paio di domande tecniche molto mirate, lo sguardo del mio interlocutore cambiava e cominciavo a parlare per mezz’ore intere! Alla fine erano loro a non mollarmi più!

Era incredibile vedere che alla fine di ogni turno ogni componente delle moto veniva lavato accuratamente, pulito e lucidato in maniera maniacale!

Il giorno delle gare il sole splende sereno e pacioso, arrivo giusto in tempo per guardare tutti i warm up. 125 e Moto2 per me non erano una novità, avevo familiarità con il loro rumore, le percorrenze ad occhio, nel settore dove mi trovavo persino i riferimenti delle staccate mi erano familiari. Arriva poi il turno della MotoGP, e comincia a vibrare tutto!

Sento passare il gruppone da lontano, e fa specie sentire come siano differenti i rumori di Ducati e Honda per esempio: la D16 è rozza e casinista (tipica italiana) la RC212V è più lineare e quasi più educata (tipica giapponese). Dopo un paio di giri però rimango deluso un pochino: percorrenza zero. Ma proprio quasi niente! Mi riferisco in particolare modo nelle varianti dove si fermano quasi alla corda per rialzare e poi ridare gas, fare il cambio di direzione e poi rifermarsi e ridare gas.

Avendo il riferimento delle SBK mi rendo conto che queste MotoGP sono un qualcosa di veramente lontano da una moto comune; evidentemente sono arrivati ad un punto di sofisticazione e prestazioni generali tale, che la percorrenza che si insegnava con le buone vecchie 2 tempi è ormai obsoleta perché con queste moto bisogna fermarsi rapidamente, puntare il muso verso l’uscita di curva, e accelerare il prima possibile.

Rossi in azione...lo ho visto davvero in difficoltà

La gara della 125 me la sono goduta dal box, la Moto2 e la MotoGP dai prati bello rilassato. Le prime due gare sono state divertenti e ho seguito molto lo svolgersi delle gare, mentre per la MotoGp mi sono concentrato molto sulla tecnica. A parte i primi giri dove il gruppone passava bello unito, nei giri successivi con l’aumentare della noia della gara (diciamoci la verità, gara noiosetta eh…..) ho cercato di carpire un pochino le differenze di guida dei vari piloti.

Una cosa mi è salatata subito all’occhio: Rossi deve attendere un’eternità prima di aprire il gas! Guardando Stoner mi sono reso conto che la sua Honda prendeva la corda e il muso gli puntava subito l’uscita di curva e via di gas. La Ducati invece sembra faccia proseguire per la tangente il muso, quindi c’è un attimo di attesa in più prima che la Rossa punti il muso verso l’uscita.

Manu con Sic...che personaggio...

Comunque le gare sono comunque passate tra chicchiere con amici e morosa (che è molto tecnica, non crediate, ne sa moooolto più degli smanettoni!). Il dopo gara l’ho passato a salutare amici nel paddock e cercando un pò di piloti; Manuela è riuscita a farsi un pò di foto con Spies e Sic, io con Edwards che è matto come un cavallo!

Una cosa mi ha fatto piacere: in molti hanno notato la camicia del Manx, e quando gli ho detto che io c’ero, mi hanno fatto tutti i complimenti anche se Edwards mi ha dato del pazzo….mah….

Eccomi con Colin...che tipo....

E ora godetevi il video che ho fatto del primo giro nel punto dov’ero io…un casino!!

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Oggi mi porta in moto

ago 19, 11 Oggi mi porta in moto

Tempo di vacanze e di giri in moto. Una nostra assidua lettrice ci invia questo racconto ve lo proponiamo pensando di farvi piacere e sopratutto sorridere.

-Che emozione, oggi mi porta a fare un giro in Moto!
E allora oggi si parte, che meraviglia per una volta mi porta in moto con lui, mi ha promesso una domenica fra verdi pascoli e vette innevate. Solo io, lui e la natura.
Cioè, me lo aveva promesso un anno fa, poi se lo è dimenticato. D’altronde è sempre così stanco che la domenica la passa in poltrona a vedere le partite di calcio, cosa volete, io lo capisco. Io invece la  domenica la passo a spadellare per la famiglia, ma solo al mattino s’intende, il pomeriggio mi rilasso in giardino, c’è da spazzare il cortile, potare le rose, innaffiare i fiori. Durante la settimana non ho tempo sapete, col lavoro, i ragazzi, la casa.
Oggi però ci prendiamo una giornata solo per noi, facciamo quel Passo là che c’è uno spettacolo meraviglioso. Ok! Allora mi preparo. Svelta svelta che mica si può perdere tempo ad agghindarsi per un giro in moto, che stamattina hai già perso tempo. Eh sì, ho proprio perso tempo! Mi sono svegliata presto per preparare il pranzo ai ragazzi, così mi godrò tranquilla la bella giornata con mio marito, senza preoccupazioni.
O no!  Ora c’è la verifica dell’abbigliamento, ma sì dai sono a posto, che mi può dire?
Quelle scarpe mica vanno bene, sono troppo leggere, metti gli stivaletti nuovi che ti ho comprato no? Che ti proteggono meglio (siamo nemmeno partiti e pensa già ad una catastrofe). Ma sono troppo pesanti…vabbè me li cambio. No, quei pantaloni no, la stoffa sfrega contro la sella e me la rovina! Ah già, che stupida, hai ragione metto quelli di pelle, fa un gran caldo, ma non importa…se si rovina la sella!
Aspetta un minuto che vado a cambiarmi scarpe e pantaloni. Dato che ci sei, cambia anche il giubbotto che questo è troppo nuovo, non vorrai mica farmi fare la figura di quello che porta in giro una novellina (sììì, non me ne frega niente di fare la figura della novellina, perchè è la verità, è un anno che non mi porti in moto!!!)?. Caro, ma l’altro giubbotto è invernale, siamo a maggio. E che sarà mai, in moto il caldo passa e va.
Partiti! Mi aveva detto, cara vedrai che panorami mozzafiato! E come faccio a vederli se mi ha raccomandato di stare attenta al percorso, che se non piego quando Lei piega caschiamo, e se non muoio sul colpo, muoio di crepacuore nel vedere mio marito che si aggrappa alla moto soccorrendola, e che al posto di chiamare il 118, chiama il carro attrezzi!
Cara non dimenticarti, lungo il percorso, di salutare gli amici a due ruote. Certo caro.
Così passi la giornata a fare ciao con la mano a perfetti sconosciuti, che magari manco ti vedono…
Che aria pulita, che fresco che fa qui, grazie caro per avermi portata. Te l’avevo detto che ti avrei portata in un bel posto. Guarda là, i miei amici sono già arrivati.
Come i suoi amici? Non era una “giornata solo io, lui e la natura”?
Che poi ti ritrovi con un branco di sconosciuti che ti guardano in cagnesco perchè sei un’infiltrata e compatiscono il tuo uomo, che gli danno persino delle gran pacche sulle spalle…eh oggi è la domemica sfigata, quella in cui tocca portare a spasso la moglie, massima solidarietà.
Massima solidarietà? Sì alle vostre mogli! Certo, grazie caro, lo so che lo hai fatto per me.
Dai che è già ora di pranzo. Buone queste salamelle, col pane che, anche se hai una ceramica appena stai attenta che ti tocca pure andare dal dentista domani. Ah già che tu non bevi la birra…vabbè ti prendo una Coca-cola, però per una volta potresti fare uno sforzo (certo perchè oggi di sforzi non ne ho fatti abbastanza, che ho i piedi che sono un fuoco, il sedere cotto e l’ascella che, Dio me ne scampi e liberi, se passa di qui una puzzola mi scambia per una sua simile!).
Tutti all’ombra di un albero a dormire stravaccati come mucche, oppure a far discorsi su cilindri, pistoni e olio motore. Vabbè dai vado a fare un giro…almeno perdo qualche etto, con ‘sto abbigliamento da palombaro che mi ritrovo!
Casa dolce casa. Siamo ormai tornati alla realtà della domenica sera, fatta di lui che si guarda Contro Campo, dei ragazzi che stanno incollati al pc e di me che recupero la giornata passata in relax, perchè non ho ancora stirato e se non lo faccio ora, mi tocca farlo domani sera, che poi non posso perchè devo portare il cane dal veterinario, che se non lo porto domani mi tocca portarlo martedì, che poi non posso perchè….Cara sei contenta che ti ho portato a fare un giro in moto? Certo caro, felicissima…
Ubi maior  minor cessat.

 

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